Tempo di Università. Sì, ma quale? Tre C ti aiutano.

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A luglio c’è il fischio d’inizio della partita di immatricolazione all’Università. Sì, ma quale Università? Ci sono alcuni elementi che è giusto considerare prima di qualsiasi decisione. In essenza si tratta di tre C, come scopriremo alla fine.

Primo punto: la questione economica. Già a marzo avevo affrontato la questione economica, nell’articolo “Laurea. Figlio quanto mi costi? Guida minima per genitori (e ragazzi)“. In pratica, per chi frequenta l’Università nella propria città il costo è di circa 3.000 euro all’anno, mentre per chi lo fa fuori sede, alloggiando in un’altra città, il costo da preventivare è di circa 9.000 euro all’anno. Sull’argomento aggiungo che in generale gli Atenei prevedono diverse forme di sostegno economico dove contano merito, prima di tutto, e reddito. Ad esempio, all’Università di Verona nella sezione “Diritto allo Studio – Futuri studenti” si trovano tutte le opportunità per dare un reddito agli studenti: ad esempio lavorando 150 ore per l’Ateneo, oppure erogando borse di studio, oppure riducendo le tasse, oppure ancora diventando tutor. Sono tutte possibilità che riducono i costi sostenuti. Tutti gli Atenei hanno questa opportunità, basta trovare la sezione del diritto allo studio nei rispettivi siti.

Secondo punto: e adesso che so quanto costa, come mi oriento nell’offerta formativa? I ragazzi spesso sono attratti da ciò che conoscono di più, ma l’Università è una vera e propria miniera di opportunità. Serve conoscerle, innanzitutto. Ci sono diverse cose da fare. La prima è quella di andare sul sito di Almalaurea. Cos’è? Almalaurea è un consorzio che raccoglie da anni statistiche sugli studenti universitari, curriculum e sbocchi professionali, collegandoli fra loro. Così che uno studente possa ad esempio rispondere alla domanda: seguo Filosofia, che probabilità ho di trovare un lavoro dopo un anno? E quale lavoro troverò? Non male. Basta andare alla sezione Università del sito Almalaurea. In realtà di anno in anno AlmaLaurea diventa sempre più ricca e allarga i suoi confini . Ad esempio con AlmaDiploma, dove mette in chiaro le statistiche tra scuole superiori e corsi di laurea seguiti, facendo capire ai genitori e agli studenti quale corso delle superiori sia più appropriato per seguire con successo un certo corso universitario.

Ma non è finito il secondo punto. Una volta che si sono letti i documenti di Almalaurea, sarebbe una stupenda cosa andare a visitare il futuro e probabile Ateneo. Non solo per soddisfare curiosità tipo ci sono aule studio, com’è la biblioteca, c’è casino, ma anche per assistere ai cosiddetti “Open Week” o “Open Day”, dei veri e propri momenti in cui i futuri studenti possono chiedere di tutto ai docenti, agli studenti che già frequentano, alle segreterie, agli uffici. Sono anche queste miniere d’oro di informazioni, che nessun sito mai pubblicherà, perché qui sono importanti gli incontri di persona. Per l’Università  di Verona la sezione è OPEN WEEK (Simulazioni, presentazioni, Open Day Famiglie) e i momenti sono già iniziati. Tutti gli Atenei hanno sezioni analoghe. Meglio sbrigarsi.

Terzo punto. Dove si alloggia e si mangia? L’offerta di alloggio e ristorazione per le città universitarie è molto ricca. Iniziative private ve ne sono a centinaia, e la fonte migliore sono le bacheche (cartacee…) presenti negli Atenei. Ma ogni sede universitaria ha anche la sua istituzione pubblica che segue queste cose: a Verona si chiama ESU. Il sito mostra tutte le possibilità: dagli alloggi ai servizi mensa. In generale si trovano anche benefici per i trasporti e gli svaghi. Ma quel che occorre fare è visitare il sito e prendersi per tempo perché per gli alloggi, ad esempio, potrebbe essere necessaria una selezione, mentre per la mensa serve una tessera. In generale, meglio dirlo, le mense sono buone e costano veramente poco. A Verona sicuramente. Per gli alloggi si può sempre ricorrere al privato. I costi variano. Ma anche qui serve muoversi per tempo. E sempre le bacheche sono un riferimento.

Ultimo (?) punto. Avrò fatto la scelta giusta? Bene, abbiamo tutti gli ingredienti. La torta sarà buona? Chi può rispondere con certezza? Ci sono diversi argomenti da considerare per il futuro. Ma sicuramente serve rimanere aggiornati. Qualche giorno fa ho letto un interessante articolo che un amico mi ha segnalato: “Cittadini Attivi. Growth mindset, ovvero comprendere l’imperativo digitale“. Serve leggerlo, perché il titolo in realtà dice: vuoi sapere quali sono le professioni future? Riporto qui un estratto.

“La figura soprastante illustra la “rottura delle competenze”, ove il termine “rottura” è inteso come strappo con la consuetudine. In accordo con quanto asserito dal World Economic Forum, in pochi anni, più precisamente dal 2015 al 2020, le abilità di base dovranno essere aggiornate al passo del progresso tecnologico. Nella colonna di sinistra vengono illustrati i settori industriali maggiormente impattati, in quella di destra i singoli Paesi. Se la media generale di cambiamento delle competenze è pari al 35%, possiamo facilmente osservare come l’Italia risulti capolista con un fin troppo evidente 48%. Pertanto, possiamo asserire nel nostro Paese, nel periodo 2015-2020 (e siamo già alla metà di tale percorso temporale) dovranno essere aggiornate circa la metà delle attuali competenze, in particolare le abilità (skills), che rappresentano una fondamentale porzione delle competenze stesse. Inoltre, «si stima che il 65% dei bambini, che hanno cominciato a frequentare le scuole elementari nel 2016, andranno a ricoprire dei ruoli professionali che attualmente non esistono.» («The Future of Jobs», World Economic Forum).”

Cioè, in Italia metà di noi dovranno aggiornarsi per stare al passo con i tempi. Metà. Significa che metà delle scelte degli studenti attuali dovranno essere particolarmente approfondite, significa che metà dei futuri lavoratori dovranno essere in grado di cambiare lavoro. Per i bambini la questione diventa ancor più complicata: due su tre faranno lavori che oggi nemmeno esistono.

Allora che conclusioni trarre? Ci sono tre C da considerare: Comprendi il contesto, Chiarisci le idee, Catapultati sull’obiettivo. Se non hai idee chiare, preparati al meglio per affrontare un futuro indeterminato. Alla fine c’è anche chi dice che avere Fortuna con la C maiuscola (..) conta. E sarebbe la quarta C. Sì, Ma arrivare preparati al colpo di fortuna è importante.