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Tre ipotesi sul “perché” c’è il Covid. L’umanità (non) sta rispondendo

Non credo che abbiamo ben compreso il “perché” siamo in questa pandemia di Covid. In fin dei conti abbiamo preso atto di esserci, con modalità molto estreme, come i lockdown, ma nessuno ha risposto in modo esauriente su quali siano le cause e sul “perché” siamo in mezzo a questa pandemia. Sono veramente solo i famosi pipistrelli di Wuhan ad infettarci? Se sì, perché?

Ho avuto modo di riflettere con diversi amici sul perché siamo entrati in questa pandemia, traendone motivazioni legate alla necessità che l’umanità comprendesse realmente cosa sta accadendo. E di conseguenza regolasse il proprio modo di esistere. Ma questi ragionamenti erano rimasti dentro di me.

Dopodiché nella vita capitano eventi che rafforzano una propria necessità di approfondimento. La vita è sempre così.

Ho incontrato un mio amico, “V” l’iniziale di fantasia, che stava manifestando con i No-GreenPass in Piazza delle Erbe a Verona.

“Tu che ci fai qui? – chiede – Stai manifestando?”

Lo guardo pensando che invece lui lo stesse proprio facendo.

“No V, io no, ma vedo che tu lo stai facendo. Perché?”

Non so cosa sia stato, forse quel “perché” chiesto con molta sincerità, ma V si è improvvisamente ritirato dalla manifestazione e ha cominciato a parlarmi, dapprima ponendomi energicamente domande e riflessioni, poi argomentando via via sempre più con piglio nervoso, senza lasciarmi praticamente tempo di replicare.

“Senti V – dico – non voglio andarmene, primo perché sei mio amico, secondo perché voglio ascoltare pensieri diversi dai miei. Ma ti chiedo di non esprimere i tuoi concetti con quella rabbia. Faticherai sempre a comunicare le tue idee se hai quella rabbia. E invece io voglio ascoltarti: sei sorpreso?”

V in silenzio si siede sul bordo del monumento di Madonna Verona, proprio nel mezzo di Piazza Erbe. E’ come attonito. Mi guarda per qualche secondo.

“Grazie, – dice – non so cosa mi è capitato ma grazie. E’ la prima volta che qualcuno ci ascolta sinceramente chiedendoci ‘perchè’.”

Dal quel momento ho dato maggior forza alla domanda del “perché”. Senza questa comprensione non siamo in grado di modificare eventualmente i nostri comportamenti. E certamente ricascheremo in nuove situazioni critiche. Un po’ come prendere la Tachipirina di fronte alla febbre, senza conoscere la causa della malattia.

Ho quindi cercato di analizzare diversi tipi di “perché” che a livello di umanità stiamo indagando sulla presenza del Covid, limitandomi ai “perché” scientifici, comportamentali, spirituali.

Perché c’è il Covid – 1. Sono i laboratori e i pipistrelli di Wuhan

In un recente articolo sul sito della BBC datato giugno 2021, si analizzano le potenziali cause dell’infezione di Covid sull’uomo (qui il link: https://www.bbc.com/news/world-asia-china-57268111).

Le ipotesi sono essenzialmente due: i laboratori di Wuhan (Cina) che da anni trattavano e studiavano i Coronavirus hanno malauguratamente lasciato andare qualche elemento virale fuori dai laboratori. La seconda ipotesi è che il virus sia passato direttamente dai pipistrelli all’uomo.

Entrambe le ipotesi sono state studiate sia dai servizi segreti (indagini USA commissionate dal Congresso) sia da indagini formali (dell’OMS): non c’è nulla di certo per entrambe.

In ogni caso la scienza sembra non affrontare il “perché” tutto ciò è avvenuto, ma il “come” tutto ciò è avvenuto.

Perché c’è il Covid – 2. E’ colpa del comportamento umano

In un articolo di Animal Sentience (qui il link: https://www.wellbeingintlstudiesrepository.org/cgi/viewcontent.cgi?article=1626&context=animsent) che riprende un articolo di Neuroepidemiology, gli autori affermano che è il comportamento umano che è responsabile delle malattie di natura virale. Ciò per la caccia, la cattura, la vendita di animali selvatici per consumo umano, oppure per l’allevamento intensivo di animali in condizioni non ottimali con uso massiccio di farmaci e antibiotici e, infine, per la distruzione di habitat naturali.

Tutti noi, secondo gli autori, possiamo fare qualcosa scegliendo cosa mangiare e rispettando l’habitat naturale degli animali.

“Piuttosto che semplicemente reagire al Covid con le modalità viste – spiegano gli autori – avremmo la necessità di comprendere le cause sottostanti per prevenire futuri disastri“.

Questo articolo affronta un “perché” scomodo in quanto siamo noi gli attori del cambiamento, non altri. Tanto scomodo che nel mondo è stato citato solo da 37 autori. Perché?

Perché c’è il Covid – 3. La pandemia come purificazione

In un articolo dello scorso anno, The Guardian (qui il link: https://www.theguardian.com/world/2020/may/15/us-coronavirus-message-god-poll-results) riporta un dato per gli Stati Uniti: più dei due terzi dei credenti pensa che il Covid sia un segno di Dio.

Nell’articolo si riporta l’analisi di una professoressa dell’Università di Yale, Kathryn Lofton, che afferma come:

“Un grande numero di americani percepisce il virus un messaggio da Dio per il cambiamento: se qualcosa non si modifica, questa situazione continuerà”.

Che il mondo cerchi una riposta in Dio è anche testimoniato da Google. In un articolo dell’Università di Copenhagen (qui il link all’articolo: https://www.economics.ku.dk/research/corona/Bentzen_religiosity_covid.pdf) si dimostra come il mondo abbia aumentato la sua ricerca di risposte spirituali (su Google appunto).

Si è verificato come analizzando le ricerche Google di 95 Paesi, la crisi legata al COVID-19 ha incrementato le domande totali sulla preghiera a livelli mai visti prima. Questo fatto è in linea con altri studi che dimostrano come l’umanità si rivolge a Dio o alla Spiritualità in generale per avere vicinanza e affrontare le avversità.

Qui un grafico, tratto dall’articolo, che riporta le ricerche Google relative alle preghiere.

Con la pandemia, le ricerche spirituali su Google sono aumentate a livelli massimi

Nello stesso articolo viene anche riportato l’incremento Paese per Paese, come qui sotto illustrato:

A livello di verde più scuro corrisponde un aumento maggiore. Per esempio per l’Italia l’aumento è tra il 96% e il 123%.

D’altra parte, in molte “rivelazioni” si fa riferimento a segnali di Dio a seguito di manifestazioni dell’umanità non conformi o distorcenti l’equilibrio delle Leggi divine. Non solo nelle tradizioni a noi vicine (cristianesimo, ad esempio), ma anche in rivelazioni più recenti: la “purificazione” avviene in diversi modi, tutti per cercare di eliminare gli “inquinamenti” che l’uomo crea e assorbe.

Tre livelli di risposta al Covid : fisico, mentale e spirituale

Possiamo fare qualcosa? La domanda che già a livello di cause umane (il “perché” numero 2) è stata posta, può essere generalizzata ancor di più in modo molto più strutturato.

In una sua recente intervista alla CNBC (qui il link: https://www.cnbc.com/2020/04/03/deepak-chopra-the-coronavirus-and-need-for-spiritual-wellness.html), Deepak Chopra, scrittore prolifico, professore universitario e medico, ha all’attivo oltre 75 best-seller, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo, afferma che

“ci sono tre livelli di risposta al Covid: a livello fisico, a livello psicologico, a livello di spirito.”

La risposta fisica è la prima e la più semplice e immediata: auto isolamento, distanza sociale, tamponi, vaccini. E’ quella in cui la Scienza sta investendo con risorse umane, materiali e sforzi sociali mai visti prima. Tutti noi la stiamo sperimentando. E’ sufficiente?

Il secondo livello, nella nostra psiche, è personale dentro di noi, come senso di paura, di inadeguatezza, di timore per il futuro. Qui l’uomo sente di dover cambiare qualcosa dentro di sé per essere in equilibrio con il creato. Le migliori pratiche sono quelle di trovare conforto con modalità quali la meditazione, lo yoga o le tecniche di rilassamento. Non è un caso che queste pratiche portino a modificare il proprio stile di vita: chi si avvicina al vegetarianismo, chi ad un uso consapevole delle risorse terrestri, chi al rispetto in generale.

Ma la vera sfida è il terzo livello: quello spirituale. In apparenza non considerata, o “fuori moda”, che lo vogliamo o no, anche secondo Google la spiritualità comunque è attorno a noi, se non in noi, e a livelli mai visti prima. Con il progressivo declino delle Religioni, poi, moltissimi sono senza “guida spirituale”, senza una parola che possa confortare l’anima.

In tempo di crisi, l’impulso è quello di andare in modalità di emergenza, con paura, preoccupazioni e panico. Ma secondo Chopra è proprio in questo momento che bisogna entrare in noi stessi portandoci vicini alla nostra anima e, conseguentemente, anche agli altri e al mondo con modalità anche spirituali.

I tre livelli di Chopra sono, anche, i tre “perché” posti. Via via entrano sempre più nel profondo: dal livello delle percezioni e del nostro corpo (livello fisico), al livello interiore (livello psichico) al livello esteriore dell’Infinito (livello spirituale).

Ognuno di noi ha il proprio modo di vivere e, qualunque sia, anche da altri segnali (cambiamenti climatici, innalzamento del mare, …) Madre Terra ci sta dicendo che qualche equilibrio si sta rompendo. E che forse un livello da solo non basta.

Meglio se qualcosa cambia. Google è testimone che qualcosa sta accadendo.

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