2 Giugno 2020. La Repubblica delle donne e degli uomini che hanno saputo cambiare il mondo ai tempi del Covid-19


Mi dice mia mamma, che ha vissuto da piccolissima la seconda guerra, che in piccolo noi in questi giorni abbiamo sperimentato quello che è capitato a lei: nessuno in giro, guai ad uscire, stare in casa. Loro avevano anche le bombe, noi no fortunatamente. Ma poi, mi diceva, è nata la Repubblica il 2 Giugno 1946.

A cinque anni si ricorda la speranza e la gioia di quella nuova avventura. Una forma nuova di Stato, un governo Democratico, donne e uomini che potevano autodecidere il loro futuro. E contribuire alla Repubblica ciascuno con le proprie capacità.

E’ stato quel baratro della guerra che ha plasmato la forza e l’identità degli italiani per ri-creare il loro futuro?

La risposta è sì. E noi, di questi tempi, ne abbiamo potuto vedere in piccolo gli stessi effetti. Siamo fatti così noi italiani (e italiane). Capaci di tirar fuori il massimo e oltre solo quando tocchiamo il fondo, o quando siamo in situazione di pericolo. L’ordinario in fin dei conti ci annoia o forse ci impigrisce.

E così abbiamo visto, donne, e uomini, che combattono venti ore al giorno negli ospedali per curare le persone. Uomini, e donne, che sorvegliano senza sosta i rigidi protocolli sanitari, perchè qualche furbetto c’è sempre. Donne, e uomini, insegnanti che da un giorno all’altro si reinventano la scuola, scavalcando ostacoli che prima parevano insormontabili. Uomini, e donne, volontari che lavorano gratis senza sosta per aiutare chi è in difficoltà. Mamme, e papà, che da genitori diventano anche insegnanti dei figli, lavoratori smart, curatori dei loro genitori anziani.

Il pericolo ci ha fatto capire che possiamo cambiare il mondo. Farlo diventare un luogo diverso. Tenendo il meglio e buttando via il peggio.

Questo 2 Giugno 2020, che sancisce una tappa cruciale della cosiddetta Fase 2 Covid-19, porta con sé un segno sull’energia che sappiamo mettere a frutto. Donne, e uomini, che hanno saputo cambiare il mondo in questi 95 giorni dal lock-down. Questa è la Repubblica che sappiamo essere.

Viva la Repubblica.