Se gli adolescenti non suonano al campanello

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Avevo dei sospetti: mia figlia mi mandava un messaggio per dirmi che era alla porta e che dovevo aprire. Poi lo facevano pure i suoi amici: “mi stanno aspettando giù” diceva. “Non hanno suonato” replicavo. “mi hanno mandato un messaggio”. Già.

E via via che dovevo tenere il telefonino-smartphone in mano per vedere se qualcuna delle figlie “suonava” il telefonino-campanello, il sospetto diventava man mano più grande.

Fino a ieri, quando il sospetto è diventato certezza, leggendo un articolo del corriere della sera “Non suonate a quel campanello” di Matteo Persivale.

“L’avevo detto io” pensavo, ma non riuscivo ad immaginare realmente che il suono del campanello fa paura…un sondaggio via Twitter con 11 mila risposte ha determinato che per il 54% degli interpellati il suono del campanello è «spaventosamente strano»”.

E’ anche spaventosamente strano per gli adolescenti sentire che il proprio smartphone suona e che qualcuno sta chiamando (tipicamente i genitori), sempre l’articolo: “i ragazzi, se sentono squillare il telefono, pensano che sia successa una disgrazia”. Ed in effetti lo pensavo: quando chiamo non mi rispondono. Se mando un messaggio sì.

Misteri risolti, quindi ma al prezzo di avere una vera e propria «doorbell phobia o ring-phobia», campanello-fobia.

Le mie amiche psicologhe sono avvertite 🙂

1 comments on “Se gli adolescenti non suonano al campanello”

  1. Dietro lo schermo si sentono sicuri…hanno” in teoria” tutto sotto controllo… anche la suoneria appropriata per ogni loro contatto… ma il contatto? Quale è il loro contatto verbale personale? Lo scambio musicale delle loro voci? Dove si è perduto?
    Sarebbe bello sentirli ancora suonare al campanello e chiedere: ” c’è Gigi? E la cremeria?”… e sapere che nell’attendere una risposta, accolgono il benvenuto a salire a “saggiare” la vita….

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