Lavagna, gesso, matite e carta. Le elezioni mi fanno diventare bambino.

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E’ tempo di elezioni. E quando capita in Italia (e capita spesso), è anche tempo di tirare indietro il calendario di almeno quarant’anni.

Allora, quarant’anni fa, il buon presidente di seggio riceveva un kit dallo Stato: matite copiative, metri quadrati di carta di verbali da compilare in duplice copia, matite rosso/nere per le preferenze, timbro, penne-tipo-bic, circolari che esemplificavano (?) le procedure.

Ora, quarant’anni dopo, è lo stesso kit che nostra mamma Italia fornisce ai presidenti di seggio e che gira e rigira tra i seggi dello Stivale.

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E poi, visto che le sezioni elettorali sono nelle scuole, ecco lo strumento per eccellenza: la lavagna nera con il gessetto bianco. Sistema di particolare efficienza e duttilità: durante il giorno mantiene i dati di affluenza, ma la sera si trasforma in un vero e proprio computer per calcolare i dati per i singoli partiti, le coalizioni, i voti disgiunti (questi sì che sono un rompicapo alle 2 di notte…).

E tra un nastro di carta e l’altro, tra una pacco e l’altro, riponiamo tutto (lavagna esclusa) nella busta 4R che va nella busta 4R/1 che a sua volta contiene la 4/a, senza dimenticare la 6/e che le contiene tutte tranne…

E saluto il nostro kit che la prossima volta andrà in un’altra sezione italiana, chissà dove, tra le Alpi e la Sicilia.

Amo le elezioni: mi fanno diventare bambino.

Meno male che in Italia ce ne sono spesso così non mi dimentico della mia infanzia.

1 comments on “Lavagna, gesso, matite e carta. Le elezioni mi fanno diventare bambino.”

  1. …sì molto bello ri-vedere le lavagne nere, i gessetti. .. un tuffo nel passato! Ma quelle multimediali? ! Mah.

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