Se il Coronavirus è colpa dei comunisti. La mia esperienza come amministratore di un medio Comune veronese.


Da qualche anno svolgo il ruolo di Assessore in un medio Comune veronese, Sona, 18 mila abitanti più o meno. Lo svolgo con Passione, Dedizione ed Impegno (uso le maiuscole apposta) e, scherzando con il mio Sindaco, lo esorto talvolta ad appuntarsi le varie affermazioni che di tanto in tanto ci vengono rivolte da “chi ha studiato un libro più del professore” diciamo da queste parti. “Sarebbe un best seller” replica lui. Lo confermo.

Ma andiamo con ordine.

In questi giorni di preoccupazione pandemica da Virus Corona, come amministratori siamo chiamati a dare il meglio di noi stessi: filtrando notizie, dando rassicurazioni, attendendo l’ufficialità delle disposizioni. Viviamo in uno Stato, l’Italia, che è al top della medicina mondiale, ma noi italiani continuamo a pensare che il nostro Paese sia il luogo dove le cose si fanno per hobby, amatorialmente o, peggio, da dilettanti. Tutti abbiamo un’opinione su qualsiasi cosa: da come si stendono gli asfalti, a come di fanno le scuole, a come si gestiscono gli eventi culturali. E agli amministratori vengono spesso rivolti sorrisi sarcastici mentre ci viene comunicata quella riflessione critica. Va beh, fa parte del ruolo ascoltare e riflettere.

Nessuna coalizione politica che io conosca, però, parla ai miei anticorpi, impaurendoli e influenzandoli. Non me li immaginerei che questi anticorpi affermino “sì, ha ragione Tizio, facciamo venire un bel raffreddore a Gianmichele, noto esponente che ci è sempre contro! Siii”. No, non me li immagino.

Fino ad oggi.

La pagina Facebook del Comune di Sona è veramente ben gestita (grazie a Monia e Paolo) e le notizie in tempo reale vengono pubblicate lì. Soprattutto quelle sul Virus Corona. Numeri di telefono, cose da fare, cosa attendersi, scuole chiuse e così via.

E fioccano i commenti. “Grazie!”, “Attendiamo disposizioni”, “Fateci sapere”. Ma ce n’è uno che afferma, di rimando ad un altro commento, “sarà una vera calamità (causata dai comunisti) come la SARS e la peste suina…”.

Ho riletto. “Forse sarà stata una battuta” pensavo. No. E’ proprio una cosa affermata con forza.

E’ vero che possiamo legittimamente avere opinioni divergenti: si chiama libertà di pensiero. Ma è sul pensiero che vorrei soffermarmi, non sulla libertà di esprimerlo. Così, mi sono chiesto se non sia aberrante ipotizzare che un partito, quello comunista cinese, abbia creato questo progetto per spazzare via tutti i non comunisti, magari pensando a Trump. Quale che sia il mefitico progetto cinese, devono avere competenze genetiche evolutissime per infettare solo i non comunisti.

Da amministratore di un medio Comune veronese, Sona appunto, segno nel mio diario anche questo passaggio. Ed esorto cittadine e cittadini di ogni parte d’Italia, non solo di Sona, a pensare che c’è una rete di istituzioni là fuori che crede ancora che la salute non sia di un partito politico o di un altro, ma il bene comune massimo che abbiamo. Continuerò e continueremo a pensarla così, sempre, comunisti o non comunisti. E se prenderò l’influenza in questo strano inverno, giuro che non me la prenderò con Salvini.

Immagine di copertina tratta da: https://finshots.in/archive/side-effects-of-the-coronavirus/