La mano destra dà, e la sinistra non sa. L’insostenibile – per alcuni – leggerezza della solidarietà ai paesi terremotati


SSul giornale “l’Arena” del 4 gennaio è apparso un articolo sul “litigio” che nel consiglio  comunale di Sona avremmo avuto per la solidarietà ai paesi terremotati. In sostanza, è stata presentata una mozione da 4 consiglieri i minoranza che verteva su quattro punti:
1) la politica deve dare il buon esempio 2) devolvere una parte dei gettoni di presenza dei consiglieri  assessori e sindaco, 3) in un’iniziativa che dimostra un gesto di solidarietà, 4) organizzando la consegna dell’assegno di quanto raccolto.

Sono particolarmente attratto dalla massima religiosa, non solo cristiana: “La migliore elemosina è quella che quando la mano destra dà, la sinistra non lo sa.”

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E tutto questo è amplificato quando i politici pubblicizzano la loro solidarietà: non vi viene il sospetto quando i politici si mostrano per solidarietà?  A me sì. E così durante il dibattito in consiglio comunale sono intervenuto con il testo che riporterò integralmente sotto. Un po’ lungo, ma non è necessario leggerlo, perché già qui dirò le mie conclusioni. Anche altri interventi sono stati del medesimo tono: siamo tutti invitati a fare ma, per favore, senza dire. E per “fare” si intende “fare“, “esserci” quando c’è da organizzare e da lavorare. Apriti cielo! “Perché la politica deve dar il buon esempio“. Sì, appunto nel fare. Nel dire, questa Italia, è già piena di politici…

Mi viene alla mente un libro: “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera che lessi al tempo dell’Università, ahimè parecchi anni fa. Mi è sempre piaciuto l’accostamento della parola “leggerezza” con “insostenibile. Come può un termine “leggero” essere “insostenibile“? Il libro appunto esplode questo contrasto.
Qui da noi, lontani dalle profondità filosofiche di Milan Kundera, più o meno c’è il medesimo contrasto: come può il concetto di solidarietà “leggera, non pubblicizzata”, essere politicamente “insostenibile” tanto da generarne un “litigio”?
Non sono interessato a dare un assegno di quanto raccolto in consiglio comunale, né a dire quanto si raccoglie. La mia solidarietà sarà mescolata a quella di tutti gli altri, molti moltissimi, che lavorano sotto traccia e dietro le quinte e potrò solo assieme a questi accompagnare gli sforzi economici e non, senza che ne nasca una distinzione tra chi ha dato di più e chi ha dato di meno.

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Litigare per la solidarietà fa pensare. Ma anche questo è un segno dei tempi. O forse di una certa politica che vede insostenibile essere leggeri, quando non si è visibili. La solidarietà deve essere leggera, La mano destra dà e la sinistra non sa. Se diventa insostenibile, qualcosa di grosso e pesante non va. Di litigare su questo tema non mi andava e non mi va. Anche questo è un modo per cambiare la politica: dire senza litigare, ed essere leggeri. Se qualcuno non è d’accordo con me, pazienza.

Di seguito il testo integrale del mio intervento in consiglio comunale.

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Avrei preferito una modalità molto diversa per affrontare un argomento talmente intimo ed etico che per entrarci servirebbe avere passo felpato, leggerezza, rispetto e, aggiungo, unione d’intenti.

Sono un po’ a disagio per diversi motivi che scaturiscono tutti da qual è il mio personale concetto di dono e solidarietà. Oltretutto amplificato dal mio ruolo istituzionale.

Il primo punto è l’affrontare assieme, come Comunità questo campo.

Le parti in corsivo sono prese letteralmente dalla mozione.

PRESO atto che la comunità di Sona, tramite la Pro Loco, con l’appoggio del Forum delle associazioni ha già promosso una raccolta fondi per la comunità di Fonte del Campo organizzando in particolare un evento nel weekend del 25-27 novembre 2016;

Dalle ore immediatamente successive a quelle dell’evento sismico ci siamo subito mossi, come Amministrazione che rappresenta la Comunità, coordinando le azioni e pubblicando avvisi per i primi soccorsi.
servlet.pngMa ciò non bastava: nel mio ruolo, assieme ad altri, ho e abbiamo raccolto le tante proposte singole che stavano pervenendo per la ricostruzione e ho, e abbiamo agito, per nome e per conto della Comunità, riunificandole, cogliendo quanto stava emergendo dalla Pro Loco e dal SOS, oltre che da altre associazioni e gruppi.

Conto almeno quattro incontri di preparazione con moltissime realtà associative, circa 50, nei giorni immediatamente successivo al sisma, per poi giungere al Forum delle Associazioni che ha avallato la proposta di aiutare Fonte del Campo.

Una grande emozione, perché tutti, a loro modo, volevano dare un aiuto, non solo in termini economici: privati, circoli, associazioni, gruppi, tutti riuniti sotto un cappello comune che è la definizione di Comunità.

L’Amministrazione, da me ed altri rappresentata, c’è stata fin dall’inizio. Nulla è avvenuto per caso. Quanto fatto ci rappresenta tutti, maggioranza e minoranza, appunto l’intera Comunità.

Un po’ quando si sente l’inno italiano: i brividi vengono a tutti. Così è per me quando si fa qualcosa che si ritiene buono per Sona: è di tutti, e io ho lavorato anche per i consiglieri di minoranza: per Enrico, per Flavio, per Vittorio, per Maurizio, per Gianluigi, per Matteo.

Un evento quello di sabato e domenica 25 e 26 novembre che ha attratto l’attenzione di tanti. Una grande capacità organizzatrice di diverse associazioni e gruppi del Comune, di cui sono e siamo orgogliosi, e dobbiamo esserlo tutti come Comunità – grazie anche al lavoro del Forum –: esperienza impensabile fino a pochi anni fa.

Una raccolta fondi, tra tutti gli eventi, che in poco meno di un mese è arrivata a quota seimila euro! E che si sta allargando con l’apporto di altri Comuni.

(Aggiungo ora. Se devo misurare l’esempio dei politici… non ho dati lusinghieri a cui rifarmi. Ciascuno ha fatto quello che ha potuto, certamente. Mi suona un po’ singolare però che si parli di esempio e poi non lo si manifesti nel fare. Occasione persa per essere coerenti.)

Il secondo punto, appunto, è il buon esempio.

 CONSIDERATO che la Politica deve dare il buon esempio di cittadinanza attiva e civica, anche partendo dalle sue istituzioni;

È sufficiente il tanto lavoro e il tanto impegno messi in campo? Ahimè non sono mai sufficienti, in situazioni del genere.

Ma queste istituzioni, questi politici-amministratori si sono mossi in prima linea, spessissimo dietro le quinte, dando loro stessi contributi economici o personali in modo riservato, anonimo, anche per nome e per conto di tutti, maggioranza e minoranza. Rappresentiamo una Comunità e, al di là delle rispettive strategie, una Politica con la P maiuscola risiede a Sona, posso dirlo?, e rappresenta tutti.

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Questo è un campo dove il buon esempio non viene da delibere o mozioni, ma dall’animo di ciascuno, non codificabile in passaggi deliberativi o riferimenti normativi. È e rimane un campo intimo, che lotterò perché sia inviolabile.

È questa Politica che sta creando le sinergie per far frizzare il territorio del Comune, far emergere le tante tantissime idee e raggrupparle, raccoglierle, coccolarle – sì – questo è il termine corretto, coccolare le passioni e chi le mette in campo.

Buon esempio che non è mai sufficiente, come dicevo poc’anzi, ma il duro lavoro sta dando frutti di sapore emozionale superbo: è ora normale vedere tante associazioni lavorare assieme, è ora normale avere sinergie fortissime con loro, sono normali tante cose ma dietro a questa normalità c’è un duro lavoro, paziente e portato avanti con entusiasmo da tutti noi.

Terzo punto, le modalità.

PRESO atto che anche i comuni del veronese del Distretto di Protezione civile VR2, hanno deciso di adottare unitariamente nei mesi scorsi una delibera per devolvere il gettone di presenza di una seduta del consiglio dei consiglieri e il 10% di una mensilità dell’emolumento del Sindaco, della Giunta a favore dell’iniziativa “Solidali con Amatrice”;

CONSIDERATO che l’iniziativa dimostra un gesto di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto;

RITENUTO il gesto di solidarietà di questo Consiglio importante visto anche l’approssimarsi delle festività

1)      di devolvere il gettone di presenza dei consiglieri comunali della seduta del consiglio comunale del 21 dicembre 2016 e il 10% di una mensilità dell’emolumento del Sindaco, della Giunta e del Presidente del Consiglio a favore dell’associazione Vico Badio-Fonte del Campo-Accumuli;

Ci sono due aspetti che vorrei sottolineare: il primo è la nettezza del verbo, la seconda è l’aspetto normativo.

Il primo rappresenta per me un ossimoro, una contraddizione in termini: forzare ad un gesto di solidarietà o di beneficienza contraddice i termini. Non avrei scelto questa modalità, bensì altre: invitare a, richiedere di, e via così. Il tutto comunque parte da un’ipotesi: che prima di questa mozione non vi sia stata da parte nostra alcuna azione.

p1010948.jpgHo elencato diverse cose che testimoniano il contrario. Ciononostante, non mi tiro indietro a questa richiesta e a modo mio, e con modalità mi e continuerò la mia opera di solidarietà.

Il secondo punto è normativo. Il consiglio non può modificare assetti legislativi che regolano i gettoni o gli emolumenti degli assessori e del sindaco. Qui segretario, vorrei chiedere ufficialmente che sempre le mozioni passino dal parere degli uffici, soprattutto quello legale, per evitare di analizzare noi in consiglio questioni che potrebbero essere non evidenti e inficiare l’atto.

In sintesi, ben inteso, concordo e capisco le finalità, ma è errato il modo verbale e pure quello normativo.

2)      di chiedere al Sindaco e Presidente del Consiglio dì organizzare a margine della seduta del consiglio comunale la consegna dell’assegno al Presidente o un suo delegato dell’associazione sopracitata;

Sono particolarmente attratto dalla massima religiosa, non solo cristiana: “La migliore elemosina è quella che quando la mano destra dà, la sinistra non lo sa.”

E così farò. Non sono interessato a dare un assegno di quanto raccolto in consiglio. La mia solidarietà sarà mescolata a quella di tanti altri e potrò solo assieme ad altri accompagnare gli sforzi, senza che ne nasca una distinzione. E poi viene sempre il sospetto quando lo fanno i politici di pubblicizzare la loro solidarietà.

Condivido quanto afferma un’insegnante in questi giorni sui social: “l’obiettivo è trasmettere ai piccoli un messaggio chiaro, che la beneficienza è un atto di solidarietà che nasce a scuola e in famiglia e diventa un modo positivo di gestire la vita e le relazioni avvicinando gli uomini senza alimentare il sospetto”.

Senza alimentare il sospetto.

In conclusione: le intenzioni sono condivisibili, ma molto tempo dopo che azioni di solidarietà ed impegno sono in atto. Non mi va la forzatura etica, non mi va la forzatura normativa, non mi va, infine, la pubblicità solidale politica.

Vorrei chiarire un punto: non sono interessato a polemizzare su questi aspetti etici, e nemmeno replicherò. Cerco solamente di far conoscere con leggerezza e con rispetto il mio punto di vista.

Questo è tutto.