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“Trivelle e Università” La parola comune è gas. Qualcuno lo dica a Zanichelli


Primo punto. Quanti di noi sanno che il 17 aprile ci sarà il referendum per evitare le trivellazioni (di gas) nell’Adriatico? Un referendum voluto anche dalla Regione Veneto perché si pensa che le trivellazioni possano influire sul suolo, abbassandolo. C’è Venezia da quelle parti, ricordate?

Sull’argomento, il Corriere della Sera di ieri 19 marzo 2016, riporta come “il governo lasci libertà di coscienza”.

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Secondo punto. Sempre ieri, sul Corriere di Verona a firma del Rettore del nostro Ateneo Nicola Sartor, emerge che l’Italia è in uno degli ultimi Paesi europei per investimento nel sistema universitario: poco più di 100 euro a testa investiti, a fronte di più di 300 per la Germania o la Francia.

Sull’argomento non ci sono dichiarazioni di coscienza…

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Ho sempre pensato che se c’è una parola che fa rima con “futuro” quella è “idea”, tant’è che spesso si abbinano, o si sostituiscono.

Qui però mancano idee per evitare le trivellazioni, e mancano perché non ci sono investimenti in…idee.

Andrà quindi a finire che il referendum per evitare le trivellazioni alla ricerca del gas in Adriatico non avrà il quorum, e che gli investimenti per la ricerca universitaria rimarranno sempre alla canna del gas.

Ecco, la parola comune è “gas”.

In Italia non è “idea” che fa rima con futuro, ma “gas”. Qualcuno lo dica a Zanichelli.

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