Cosa ho imparato dal Pericolo Massimo. Se un rapper a Sona scatena politica, pedagogia, igiene e … religione. E la mia curiosità.


Sono passati dieci giorni da quando a Sona si è esibito Massimo Pericolo, rapper super-emergente che racconta il suo passato travagliato con canzoni, definiamole, non ordinarie. E’ il 23 agosto del più bel festival di Musica, Arte e Giovani della provincia di Verona. E non solo. E’ il MAG, che si tiene a Sona da una decina d’anni nello stupendo contesto del Parco pubblico di Villa Trevisani-Romani. E’ il 23 agosto, ed è la serata di Massimo Pericolo.

Duemila giovani sono lì pronti ad ascoltarlo, nel festival patrocinato dal Comune di Sona. Il putiferio, però, era iniziato da qualche giorno e, adesso, che il mondo sta girando lo stesso, che il sole sorge ancora ad est e che Sona è come prima, mi sto accingendo a tirare le somme. Perché quello che è accaduto mi sta profondamente facendo riflettere.

Se la politica entra nel festival

Il rapper ha girato e sta girando l’Italia. Molti Comuni ospitano i suoi programmi e li patrocinano. Il Comune di Torino (Movimento 5 stelle) offre biglietti gratis ai giovani per il suo concerto (qui il link). Il Comune di Bologna (PD) ospita nelle sue pagine gli eventi di Massimo Pericolo (qui il link) in un Festival promosso e coordinato dal Comune stesso. Il Comune di Piacenza, i cui partiti sostenitori sono Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, patrocina il Bleech Festival (qui il link) con la presenza il 2 agosto di Massimo Pericolo.

Ma non può farlo Sona. No. A Sona danno fuoco alle polveri i politici del circolo territoriale “Zona Lago” di Progetto Nazionale, seguiti da Lega, lista civica Progetto Comune e dal neocostituito gruppo“Verona Domani per Sona”. Chiedono che il Comune ritiri il patrocinio all’evento. Il tutto ben riportato in diversi articoli del Baco da Seta (qui il link) e del giornale provinciale l’Arena (qui il link).

Affermano che i messaggi che veicola sono di cattivo esempio per i giovani in particolare. E che dovremo “vergognarci” come Amministrazione.

L’intero arco politico parlamentare in Italia ospita Massimo Pericolo, lo patrocina, dà accessi facilitati ai giovani, ma non si può fare qui a Sona. Curioso.

Ad ogni modo, poiché da ogni critica, anche polemica, è giusto capire e riflettere, la situazione si sposta a livello pedagogico.

Se l’educazione è solo quella che dici tu

Giusto o sbagliato mettere i giovani in contatto con le canzoni di Massimo Pericolo? Sul tema ci sono state ampie discussioni, in sede locale. E ampie divergenze, in sede locale. Tesi numero uno: è sbagliato e “ridicolo” e “vergognoso” che il Comune patrocini eventi dove ci sono quei messaggi. Tesi numero due: non condividiamo i messaggi ma serve affrontarli, non si può vivere in una bolla.

Chi ha ragione? Le tesi sono state ampiamente illustrate in un articolo sul Baco da Seta (qui il link). Sono stato interpellato come Vice Sindaco con delega alla Cultura e ho scritto la seconda parte di quell’articolo: sono con chi affronta la situazione, non la nasconde o la evita. Sono nel giusto? Non ho la sfera di cristallo. Quello che trovo molto singolare non è tanto constatare che c’è qualcuno che ha una tesi diversa dalla mia, super legittimo, ma il fatto che la riflessione che io sostengo non viene nemmeno ascoltata. O non si dà il patrocinio al festival con Massimo Pericolo e non lo si fa esibire, oppure altre alternative non vengono prese in considerazione. Curioso, anche qui.

Altro aspetto. Molti hanno teorizzato l’equazione: giovani + musica scellerata = vomito, marijuana, urina, violenza = colpa del Sindaco.

Se l’igiene non è dei giovani

Scrive in un comunicato il gruppo Lega di Sona.

Durante la serata incriminata i controlli di SICUREZZA interni sono stati POCHI ed INEFFICACI: non hanno perquisito buona parte degli zaini, e durante il concerto si poteva odorare e vedere una NUBE DI FUMO DEI VARI SPINELLI che tranquillamente venivano fumati durante il concerto. Addirittura alcuni minorenni hanno avuto il visto d’ingresso come maggiorenni, quindi avendo il via-libera per poter acquistare bevande alcoliche. Non parliamo poi dell’osceno spettacolo di alcuni ragazzi UBRIACHI e/o DROGATI che vomitavano e urinavano lungo via Roma.

In un post, una fan del gruppo citava anche le “defecazioni”.

Sono stato presente a tre sere su cinque. Lo ero anche la sera di Massimo Pericolo. Ho assistito ai controlli, severissimi. Io stesso, assieme ad altre colleghe e colleghi assessori e consiglieri, ho contribuito alla sicurezza. Ad esempio allontanando dei ragazzi minorenni, che sotto i 16 anni non potevano entrare senza i genitori. Io stesso, assieme ad altre colleghe e colleghi assessori e consiglieri, ho girato il parco per verificare se c’erano segni di comportamenti deviati, sia igienici sia di uso di sostanze. Non ho assistito a condotte antigieniche, non ho assistito a vomitate o pisciate. Non ho visto ragazzi drogati. Ho odorato, in un’occasione, un fumo sospetto ma non sono riuscito a comprendere da dove proveniva. Troppo labile l’odore. Le nuvole che vedevo erano quelle della pioggerellina imminente. Non altre.

Il giorno dopo, il Sindaco ha mandato i vigili ad effettuare dei controlli. Nelle vie adiacenti hanno trovato sradicato un cestino e un semaforo di una pista ciclabile era penzolante. Queste cose saranno sistemate dagli organizzatori. In un paio di zone vi erano probabili segni di urina. Nonostante la mia buona volontà non ho trovato segni di defecazione umana. Nè animale. I vigili erano presenti quella sera. Non mi hanno segnalato nulla durante lo svolgimento. Ed ero la massima autorità nel luogo in tema di ordine pubblico, in vece del Sindaco, e con me altri assessori e consiglieri. Inoltre io stesso avevo provveduto a contattare la stazione Carabinieri di Sommacampagna e la Questura di Verona. Non è successo nulla. Niente segnalazioni da nessuno.

Passo spesso per le stradine di Verona. Dopo i tanti spettacoli dell’Arena e del Teatro Romano sento non di rado l’odore di fumo sospetto. Ho visto da lontano più d’una volta un paio di persone urinare, e ho anche assistito allo strappo violento di un ramo di una siepe nel centro di Verona. Gli autori di questo ultimo fatto li ho richiamati, ma non mi hanno ascoltato. Anzi accampavano le loro (illegittime e strane) ragioni. Non mi è mai venuto in mente di mandare insulti via Facebook o altri social al Sindaco di Verona Sboarina (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e civiche). Non mi verrà in mente di mandare insulti al governatore della Regione Zaia (Lega), visto che le opere areniane sono patrocinate dalla Regione Veneto.

L’equazione è “giovani+musica scellerata = comportamenti deviati quindi colpa del Sindaco e del Comune” oppure la verità è che chi compie quegli atti è solo un deficiente?

Trovo curioso che i comportamenti deviati dei cittadini siano colpa del Sindaco. E del Comune. Cioè anche mia.

Le canzoni del Pericolo, comunque, hanno scatenato anche aspetti religiosi.

Sono destinatario di una preghiera di riparazione?

Sono Cattolico, con mille ipocrisie, mille difetti, mille “tutto”. Premessa doverosa. Ma dovevo arrivare a 55 anni, ahimè, per essere il destinatario di una preghiera comunitaria di riparazione? Cito l’Arena: “Anche il Parroco (di Sona) Don Giorgio Zampini è intervenuto sulla questione scrivendo una lettera letta in occasione della messa che si è conclusa con l’invito ai fedeli a partecipare ad un rosario di riparazione per quanto verrà cantato”. La lettera letta in Chiesa ha avuto anche un’immediata reazione da parte di un concittadino (giovane) che assisteva alla messa il quale, con la sorpresa dei presenti, di fronte al contenuto della stessa (manifestamente contro le scelte del Comune), al luogo della declamazione (la Chiesa), e al fatto che i giovani hanno la maturità necessaria per comprendere il fenomeno ha chiaramente fatto capire che quelle riflessioni si fanno in altri luoghi, con altre modalità, con altri strumenti. E soprattutto con rispetto.

Sono Cattolico, e sto amministrando il mio Comune con la massima passione che posso metter in atto. Certo, sbaglio. Ma sempre pronto ad imparare, anche dai miei avversari. Questo lo riconoscono tutti, al punto che, spesso, mi chiedono perché io sono sempre in atteggiamento dialogante. Ma essere destinatario di una preghiera di riparazione in vita… non me lo sarei mai aspettato.

Non trovo corrette le modalità: durante una messa, durante un rosario. Sono qui, disponibile al confronto. Le riflessioni religiose sono sempre estremamente delicate. Tuttavia tutto ciò mi fa sorgere molti dubbi e molte domande poiché, ad esempio, ritengo personalmente (personalmente) curioso che il Parroco di Sona nella sua pagina Facebook abbia innumerevoli post con esplicite (esplicite) colorazioni politiche manifestamente contro (contro) altre colorazioni politiche. Non riuscirò, in vita, a dare una risposta se c’entri ancora la politica in tutto ciò. Amen.

Quali sono i tanti messaggi che imparo?

Imparo che la politica può far iniziare dibattiti su cui poi non ha controllo.

Imparo che i dibattiti le persone preferiscono affrontarli da dietro la tastiera, piuttosto che esporsi.

Imparo che quando si parla di giovani che si aggregano escono luoghi comuni che li identificano come di sinistra, drogati, violenti e deturpatori.

Imparo che c’è da imparare sempre. Almeno io lo ammetto. Molti sono convinti che siano solo gli altri, non loro stessi, a doverlo fare.

Imparo che le persone che più si lamentano sono quelle che non ho mai visto in nessuno dei 70 eventi culturali tenuti in un anno del mio Comune da me e da altri organizzati. Parlare di cultura senza andare mai ad un evento è come pensare di poter giocare nel Real Madrid essendosi allenati alla PlayStation.

Imparo che i duemila giovani presenti “quella sera” si sono divertiti, come doveva essere, sono stati rispettosi, come doveva essere, e hanno fatto capire a tutti molte cose (positive). Come doveva essere.

Imparo che ci sono sempre quattro deficienti. CI sono dappertutto: nel festival, nelle opere dell’Arena, nelle sagre.

Infine, imparo che avrò sempre il massimo rispetto di chi rappresenta la religione che pratico, ma preferirei che fosse vero anche il contrario.

Dialogando.

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