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Alla ricerca della sostenibilità. L’orto diventa on line, ma le verdure sono vere.

Da tempo sono alla ricerca di stili di vita più compatibili e rispettosi del nostro mondo. Mondo che è in bilico tra gli 1,5 gradi di aumento e il disastro ambientale (qui un post sull’aumento incredibile della temperatura https://gianmichelebianco.com/2021/11/04/a-giugno-in-50anni-la-temperatura-media-a-verona-e-aumentata-di-45-c-quale-futuro-daremo-ai-nostri-figli), come ormai ci ha insegnato Greta Thunberg.

In una delle recenti ricerche su google per capire come diminuire il mio impatto sull’ambiente (qui un post recente https://gianmichelebianco.com/2021/05/30/il-mio-stile-di-vita-consuma-troppo), mi sono imbattuto in quella che per me è stata una vera e propria sorpresa: avere a disposizione un piccolo appezzamento di terreno dove coltivare verdure. Solo che le verdure si coltivano on line, grazie all’aiuto di un contadino. Si riceve il coltivato a casa periodicamente e il tutto si controlla con un’app. Fantascienza? No.

Con un orto a disposizione, seminare ortaggi, verdure, pomodori e curarne la crescita è una soddisfazione personale, le verdure sono km 0, anzi metri 0 e si sa da dove vengono. Oggigiorno, però, diventa sempre più complesso avere spazio a disposizione per un orto e, forse, tempo per gestirlo. La soluzione è quindi l’orto on line.

Il sito naturavicina.it

Tra i tanti siti di orto on line il primo che ho visitato è naturavicina.it. Tramite il sito le azioni sono semplici ed interattive: si può creare l’orto biologico da zero o sceglierlo tra quelli preconfigurati tramite una schermata.

naturavicina.it permette di scegliere orti predefiniti o personalizzati

Ho scelto l’orto preconfigurato “misto” che permette di avere ortaggi e verdure di diverso tipo. Si possono sempre rivedere le scelte in modo altrettanto semplice aggiornando le percentuali di riempimento di quella particolare verdura.

Una volta terminata la scelta, non resta che andare al “carrello”, come se fosse Amazon, facendo attenzione se si vuole o meno anche il concime biologico, per una coltivazione totalmente BIO.

Il riepilogo generale del carrello informa anche sulla resa di quella verdura: 8 kg di bieta verde, ad esempio, entro il termine del raccolto. E dopo che si è ordinato l’orto on line, cosa succede?

Si può monitorare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 la crescita delle colture. Controllare la temperatura e l’umidità dell’orto. Non solo: si può anche irrigare il terreno e soprattutto comunicare con il contadino che lo sta effettivamente conducendo.

Man mano che il raccolto è pronto, e sarà pronto in modo progressivo (cioè non tutti gli 8 kg di bieta contemporaneamente), verrà spedito a casa: 30 spedizioni annue da 6 o 7 kg l’una comprese nel prezzo di 96 euro mensili. Uno sconto del 25% se si va a prendersi il raccolto. Il luogo è il Molise, in località Camposaccone, a Macchiagodena (IS). I terreni sono situati in un’area a 630 metri s.l.m. che si estende per quattro ettari.

Nel sito ci sono altre alternative, a costi anche inferiori per un appezzamento più piccolo oppure in gruppo di acquisto (fino a 5 persone). Basta seguire questo link per ogni informazione https://orto.naturavicina.it/it/content/6-come-funziona

Dall’orto on line al baratto: il sito ortoduepuntozero.com

Il sito ortoduepuntozero.it ha caratteristiche diverse rispetto a naturavicina: introduce il concetto di baratto e di sostenibilità a 360°.

Prendendo direttamente dalla descrizione del loro sito: Orto 2.0 è una società cooperativa agricola che offre un servizio di coltivazione tramite un’applicazione ed una piattaforma webda cui sarà possibile monitorare e gestire un orto reale, pur non avendo spazio, tempo e competenze. Il servizio di coltivazione è offerto dal Team di Orto 2.0 e dalla rete di partner che vi gravitano attorno, lasciando all’utente la gestione e la personalizzazione del proprio lotto. Al termine del processo il cliente potrà scegliere se farsi inviare il raccolto direttamente a casa o venirlo a ritirare sul campo e potrà immettere i propri surplus di produzione all’interno di una community di scambio basata sul baratto. Il servizio offerto è volto a fornire una maggiore consapevolezza ai consumatori riguardo la provenienza e la qualità dei prodotti che arrivano a tavola.

La zona di coltivazione è Tor Vergata, 54 ettari vicino a Roma. L’appezzamento personale è di 50 metri quadrati e spedizioni personalizzate. Il costo per 50 metri quadrati e la coltivazione è circa 100 euro al mese. La loro concezione di sostenibilità è notevole. Sempre dal sito:

  • Integrando soggetti svantaggiati nel mondo lavorativo, avvalendosi delle collaborazioni con cooperative sociali ed onlus;
  • Proponendo pratiche di riabilitazione alternative del disagio e della disabilità, sfruttando la radicazione delle ASL sul territorio Romano;
  • Riavvicinando i giovani alla terra stipulando accordi di alternanza scuola lavoro con gli istituti agrari limitrofi, dando la possibilità agli studenti di affacciarsi alla facoltà di Biologia;
  • Riducendo gli sprechi alimentari su più livelli:
    • rendendo efficienti le tecniche di coltivazione su piccoli spazi;
    • programmando la produzione;
    • eliminando di tronco l’intero passaggio della distribuzione.
  • Qui gli sprechi potranno essere programmati e immessi, prima del deperimento, all’interno di una community di scambio o potranno essere trasformati in conserve
  • Rigenerando spazi peri-urbani con un tipo di coltivazione non invasiva e attirando ad essi competenze e buone pratiche.

Infine per i veronesi: ortista.it

Termino con il sito https://ortista.it, che è particolarmente dedicato ai veronesi.

Una delle fasi di selezione del tipo di orto: “Pensaci tu”

Ci sono diverse opzioni: “pensaghe ti” oppure “faso tuto mi“. Per i veronesi è immediato: il primo lascia al contadino tutto l’onere mentre nel secondo si interviene direttamente nella coltivazione.

Una volta scelto il modello, non resta che scegliere le verdure da far coltivare o coltivare in autonomia, in base al mese. Per novembre, il mese attuale, ecco cosa abbiamo a disposizione:

Ora non ci resta che affittare: pensaghe ti costa 59 euro al mese, mentre faso tuto mi 37. Ogni settimana il primo artista ti porta la verdura a casa. Dove sta l’appezzamento? Non c’è un luogo ma più d’uno: l’orto è situato all’interno di aziende agricole accuratamente selezionate a Verona.

Altri effetti dell’orto on line

L’orto on line non è una questione solo per chi riceve a casa gli ortaggi. Ma anche per il contadino che le coltiva: si tratta di un lavoro nuovo, che oserei dire è molto vicino alla generazioni attuali, che sanno mentre assieme “naturalmente” le tradizioni con l’innovazione.

Tutti e tre i siti che ho recensito hanno caratteristiche molto interessanti: naturavicina ha un’interfaccia fantastica, ortoduepuntozero ha criteri di coinvolgimento sociale molto belli, ortista ha un modello ibrido che permette di darsi da fare in prima persona.

Aderire è facile, e ci si può mettere assieme tra più persone. Ho fatto quattro conti: da 57 euro al mese per ottenere chili di verdure di stagione, meno di 15 euro alla settimana.

Sono cifre veramente competitive, se si considera che riceviamo le verdure a casa.

Quindi sostenibilità, comodità, economicità e nuovi modelli di lavoro. Questo orto on line è veramente una sorpresa.

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